La tematica dell’immigrazione suscita spesso sentimenti contrastanti, alimentati da un dibattito mediatico che rende più difficile la comprensione e spinge a seguire ora il vento dell’intolleranza, ora la brezza della compassione.

Ho ritenuto perciò utile creare un breve Glossario delle migrazioni, al quale aggiungerò progressivamente altre voci, per cercare di fare un po’ di chiarezza sui termini che vengono utilizzati in quest’ambito a livello giuridico e non.

APOLIDE. È una persona che non possiede la cittadinanza di alcun Paese o non può dimostrare di averla.

BENEFICIARIO DI PROTEZIONE SUSSIDIARIA. Persona che vive in condizioni simili a quella di un rifugiato ma, a differenza di quest’ultimo, non può tornare nel proprio Paese per una situazione di violenza o calamità generale, non diretta a lui/lei personalmente. Ottiene un permesso di soggiorno valido per tre anni, rinnovabile alla scadenza a patto che la Commissione territoriale accerti la sussistenza di condizioni simili a quelle presenti durante il rilascio. In caso contrario, il beneficiario può convertire il suo permesso in uno di lavoro o ricevere un decreto di espulsione che lo obbliga a lasciare il Paese entro i 15 giorni successivi.

CLANDESTINO. Termine che viene comunemente usato per indicare i migranti irregolari; non ha un fondamento giuridico ma ha portato nel 2009 all’approvazione del cosiddetto Reato di immigrazione clandestina che prevede, tra le altre cose, l’aggravante della clandestinità in caso di illecito.

EXTRACOMUNITARIO. È cittadino di uno Stato che non appartiene alla Comunità Europea. Sono perciò extracomunitari gli indiani, i cinesi, i marocchini ma anche gli svizzeri, gli statunitensi e i russi. Difficilmente si sente parlare di questi ultimi come extracomunitari poiché, col passare del tempo, il termine ha assunto una connotazione negativa, associata alle fasce economicamente più deboli e, all’apparenza, criminose.

MIGRANTE. Colui che si sposta da un luogo a un altro, solitamente in cerca di condizioni di vita migliori. La sua permanenza nel nuovo Paese è di medio/lungo periodo e può avvenire per motivi di studio, lavoro o sopravvivenza. Si parla di IMMIGRATI per porre l’accento sulla destinazione e di EMIGRATI per evidenziare l’uscita dal Paese.

MIGRANTE IRREGOLARE. Persona che soggiorna in uno Stato senza avere i documenti in regola poiché ne era sprovvisto all’arrivo oppure perché ha deciso di rimanere oltre alla scadenza degli stessi. L’espressione si applica anche a chi possiede dei documenti rilasciati per motivi diversi da quelli per cui si trova nel paese, ad esempio se ha un permesso per studio e lavora.

RICHIEDENTE ASILO. Individuo che si trova al di fuori del proprio Paese e fa richiesta dello status di rifugiato o di altre forme di protezione internazionale. Fintanto che la domanda non viene accolta o rigettata ha diritto a soggiornare nel Paese di arrivo, anche se si trova senza documenti e/o è arrivato in maniera irregolare.

RIFUGIATO. “Chiunque, nel giustificato timore d’essere perseguitato per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato” (Convenzione sullo statuto dei rifugiati, Ginevra 1951). La definizione si applica anche agli apolidi che vivono nelle medesime condizioni. In Italia, una volta accertato lo status di rifugiato, il richiedente riceve un permesso di soggiorno per asilo politico della durata di cinque anni; può studiare, lavorare e usufruire del Sistema Sanitario Nazionale. Il permesso si rinnova, su richiesta, alla scadenza e consente al rifugiato di inoltrare la domanda di cittadinanza dopo 5 anni di permanenza.

STRANIERO. Secondo il Testo Unico sull’Immigrazione italiano, uno straniero è 1) un cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione Europea 2) un apolide. Fuori dall’ambito giuridico viene utilizzato per indicare chiunque appartenga a un Paese diverso da quello del parlante.